Che cos’e’ ?

E’ un’infiammazione che coinvolge le strutture interne (endo) dell’occhio, di solito causata da un’infezione e piu’ raramente da agenti non infettivi come una lente ritenuta dopo chirurgia complicata della cataratta o agenti tossici.

Se tutte le strutture oculari sono coinvolte, si parla di panoftalmite.

L’endoftalmite è la complicanza piu’ temuta di ogni chirurgia oculare. Se non trattata tempestivamente puo’ portare a una dolorosa perdita visiva.

Il rischio di endoftalmite dopo chirurgia è fortunatamente molto basso, tuttavia esiste e nell’evenienza è necessario un trattamento aggressivo.

Chiunque si sottopone a qualsiasi tipo di chirurgia oculare deve essere informato circa l’occorrenza di questa complicanza.

Un’infezione oculare postchirurgica occorre in genere entro sei settimane dall’intervento: se dovessero manifestarsene i sintomi, occhio rosso e dolente con diminuzione severa della visione, è importante recarsi senza indugio dall’oculista.

Sintomi

In genere il paziente lamenta un’improvvisa perdita visiva accompagnata da dolore, rossore, gonfiore dell’occhio e delle palpebre, mal di testa e intolleranza alla luce. La severità dei sintomi dipende anche dal tipo di organismo coinvolto. Le infezioni acute sono in genere evidenti e la diagnosi è immediata. Nel caso delle forme tardive, batteri meno aggressivi rendono il quadro di piu’ difficile comprensione, data la minor importanza dei sintomi.

Cause

Esistono schematicamente due gruppi:

Endoftalmiti ESOgene (dall’esterno)

a)   Post-Chirurgiche: di solito dopo operazioni per cataratta, glaucoma e retina Il micro organismo infettante solitamente risiede nella normale flora batterica presente sulle palpebre o nella congiuntiva. L’infezione avviene per scarsa igiene o disinfezione perioperatoria, o postoperatoria. Anche una complicanza chirurgica puo’ favorire l’insorgere di un’infezione.

b)   Post-Traumatiche: dopo traumi oculari perforanti con ritenzione o meno di corpo estraneo endooculare.

Endoftalmiti ENDOgene (dall’interno)

L’infezione proviene dal sangue in condizioni particolari. E' un evento raro ma possibile specialmente in persone dedite all’uso di droghe endovenose, pazienti con compromissione del sistema immunitario (AIDS, tumori) o con altre condizioni molto debilitanti.

Nel 50% dei casi un’endoftalmite endogena è causata da un’infezione fungina, di solito da candida o aspergillo.

Diagnosi

In genere la diagnosi è immediata appena ci si reca dall’oculista. Già alla lampada a fessura è possibile rendersi conto se un’infezione è la causa dei sintomi riportati dal paziente. Nei casi piu’ severi un’ecografia puo’ essere d’aiuto per osservare le condizioni in cui versa la retina, coperta dall’infiammazione vitreale.

A seguito dell’intervento per curare il problema, anche il laboratorio viene in aiuto del medico, analizzando campioni prelevati dall’occhio, per evidenziare l’organismo coinvolto e attuare una terapia mirata.

Terapia

Una volta posta diagnosi di endoftalmite è fondamentale intervenire subito. Il tipo di trattamento dipende dalla causa scatenante l’infezione.

Un endoftalmite post-intervento di cataratta puo’ essere trattata con iniezioni intraoculari di antibiotici a largo spettro di azione, solo se la vista è migliore di moto della mano (il paziente riesce per lo meno a capire se una mano che gli sta davanti si muove o no: si tratta comunque di una vista molto bassa). Se la vista è limitata alla possibilità di percepire la presenza di una luce, è indicato un intervento chirurgico di vitrectomia, per pulire l’occhio dai tessuti infiammatori, e iniettare gli antibiotici. L’ammissione in ospedale è raccomandata in questi casi.

Altre forme di endoftalmite postchirurgiche, quelle post-traumatiche e le endogene, richiedono di solito l’intervento.